• nadiagrotto

L'INNAMORAMENTO

Lo lascio… la lascio.. o no?

NO… sono ancora innamorata/o di lui!


... Ne sei convinta/o?


Innamorarsi equivale all’espressione letterale.. “perdere la testa” e corrisponde ad uno stato euforico, di eccitazione, di iperattivazione fisiologica e di bisogno impellente e costante quasi ossessivo della presenza dell’altro.

Questo stato di eccitazione fisiologica, sessuale e di accelerazione psicomotoria sono tutti meccanismi tipici che si attivano quando nel nostro corpo sono presenti forti dosi di Dopamina, Adrenalina e Feniletilamina, gli stessi neurotrasmettitori che si attivano nei soggetti tossicodipendenti che assumono la sostanza artefice della loro dipendenza; gli innamorati si riconoscono infatti totalmente “dipendenti” dall’altro/a.

Quando si è innamorati il nostro corpo và letteralmente di tilt; i ferormoni si liberano creando un’attrazione fisica, olfattiva, verso l’altro, la fenelinatimina stimola la libido e l’atteggiamento positivo verso il mondo determinando lo stato euforico e di trepidazione, l’ossitocina e la vasopressina sviluppano il legame affettivo e il testosterone, assieme alla dopamina, domina le pulsioni, l’eccitazione sessuale e la ricerca dell’altro.

Tutto questo, tuttavia, ha un tempo definito, non è eterno.

L’innamoramento ha una durata che varia da persona a persona ed è come un motore “su di giri” che come tale non può rimanere per sempre.

E dopo… che succede?

Se vi è un progetto condiviso può evolvere in un’esperienza affettiva più complessa che è l’Amore.

Altrimenti si dissolve in un legame “altro” come può essere la “simpatia”, un “volersi bene”, “un’affettività” oppure soltanto “il ricordo di un amore” o addirittura una profonda “delusione”.

Nella specie umana l’innamoramento e l’amore sono fasi differenti, caratterizzate da un aspetto biochimico e da caratteristiche diversi.

Da un punto di vista evolutivo l’innamoramento ha la funzione ancestrale, mantenuta nel corso della storia dell’uomo, di avvicinare due individui per portarli all’accoppiamento, per garantire la continuità della specie umana.

L’amore invece sottende a meccanismi differenti ed è determinato, più che dal fenomeno naturale di garantire stabilità al nucleo familiare per l’accudimento dei figli, dall’influenza percepita della cultura di appartenenza, dall’apprendimento avvenuto nel corso della vita, dai propri bisogni personali e dal valore attribuito a quella relazione.

L’amore porta a cercare di costruire una storia, un progetto di vita con l’altro e i circuiti cerebrali attivati sono molto più complessi.

Credere che l’amore corrisponda all’innamoramento è un’idea distorta, difficile da gestire e che porta spesso a forte sofferenza, a delusione e a stress; è come convincersi di riuscire a viaggiare su una Fiat 500 con un motore da Ferrari, per tutta la Vita e senza mai fermarsi.

Non è possibile.. meccanismi biologici e psicologici diversi sottendono e sviluppano queste due esperienze

Ma siamo sicuri di essere ancora innamorati di lui o di lei?

O ci stiamo soltanto raccontando una delle tante scuse per continuare a imbellettare il percorso che stiamo facendo?

Oppure… è la paura della nostra solitudine?


L’innamoramento avviene solo se troviamo ciò che cercavamo

È come un puzzle in cui, a un certo punto, l’altra persona si rivela il pezzo mancante, quello che di colpo ci mostra l’intero disegno

Nel caso dell’Amore… è il disegno della nostra Vita (Francesco Alberoni)


Dott.ssa Nadia Grotto

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