• Dott.ssa Nadia Grotto

LE NOSTRE PAURE

Aggiornamento: 15 gen 2019

Ma TU… hai paura di qualcosa? Sei sicuro di non averne? E qual è la tua paura? Cos’è la paura?


La paura è una emozione fondamentale degli esseri viventi, funzionale alla sopravvivenza perchè mette in guardia dai pericoli. La bocca secca, il cuore che va a cento, l’aumento della frequenza respiratoria, della motilità intestinale, la tensione muscolare e l’aumento della sudorazione rappresentano la reazione immediata del nostro corpo ad un pericolo a cui segue l’attacco o la fuga. L’attacco consente di combattere il pericolo, la fuga invece porta ad abbandonare la situazione perchè ritenuta troppo minacciosa. Già alla nascita il bimbo avverte delle paure e sono paure universali e che a prescindere dalla razza, dalla cultura di appartenenza e dalla costituzione genetica portano a percepire uno stato di preoccupazione per l’ignoto. Verso gli 8/9 mesi ha paura dell’estraneo ossia di tutte le persone che non rappresentano la mamma e il papà, verso i 12/18 mesi inizia la paura della separazione dalla figura di accudimento, paura che persiste fino a raggiungere il suo apice verso i 2/3 anni. Verso i 4/5 anni cominciano le paure per ogni possibile pericolo esterno come può essere il temporale, il buio, i personaggi delle fiabe, il lupo, l’uomo nero, le streghe o verso tutti quegli stimoli che, anche solo nell’immaginazione, possono creare una percezione di “pericolo”. Quando poi si cresce e si raggiunge l’adolescenza molte delle paure degli anni precedenti possono essere padroneggiate e confinate; ora si è “grandi” e di certe cose non si ha più paura tuttavia possono comparire altre minacce, altrettanto temute e sofferte come la paura del non essere accettati, la paura del giudizio critico degli altri, la paura di non riuscire nelle cose, la paura di non essere quanto gli altri si aspettano da noi. E con il tempo, con il passare degli anni, le paure cambiano, talvolta sono timori legati al proprio stato sociale o alle relazioni con gli altri o alla propria salute o una condizione di malattia. Ma possono essere anche paure legate a periodi precedenti o a traumi vissuti che si ripresentano talvolta sotto forma di inspiegabili angosce, come quella per gli insetti, per il buio, per una zona chiusa, la pura della solitudine o la paura degli altri…). Altre volte riportano ad una vera e propria regressione ad uno stadio precedente del proprio sviluppo come può essere la reazione di pianto di una persona adulta o lo scatto d’ira di fronte una situazione che non si è in grado di affrontare. La regressione è nota già come meccanismo di difesa nel bambino quando, di fronte una situazione di ansia, di instabilità o di cambiamento sofferto, spesso il bimbo “torna” temporaneamente a comportamenti tipici dello stadio precedente, a quando si sentiva più protetto e sicuro. Quindi … è normale avere paura? Quando la paura diventa un problema ? I problemi nascono quando non riusciamo a spegnere le nostre reazioni corporee e mentali di fronte una minaccia che non è più presente, né imminente così da divenire una reazione disadattiva, cronica, eccessiva e causa di stress e di condizionamento della nostra vita. La persona con una eccessiva risposta ad una paura inizia a focalizzarsi continuamente, in maniera catastrofica, su ciò che teme e avverte un’incapacità disarmante di risolvere il problema. Si sviluppa con il tempo un tipo di pensiero negativistico verso sé stessi e verso il mondo circostante che condiziona inevitabilmente le proprie scelte, sviluppa forme di prigionia mentale e limita le proprie capacità di riuscita. Ma ricordiamo che la paura stà nel pensiero, nel nostro modo di percepire le cose. Ecco perché, se non c’è davvero un pericolo imminente e giustificato, la paura si può vincere. Mettiamo in discussione il nostro modo di “formattare” la mente alle paure.


Dott.ssa Nadia Grotto

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