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LA TRASGRESSIONE

Cos’è la trasgressione? Tu sai che significa?

E fino a che punto pensi di poter… “trasgredire”?


Si dice che “IO” è una realtà di confine perchè tutto quello che rappresenta “altro”

è oltre quel che sono “IO”


Trasgredire significa “andare oltre” superare un confine ed è una tendenza insita nell’uomo che fin dall’antichità ha sempre cercato di varcare, di superare, di andare oltre i propri limiti. Vedi ad esempio gli scienziati che con le loro scoperte, varcano i confini della scienza, gli atleti che cercano continuamente di superare dei record o gli esploratori che tentano di varcare nuove frontiere e così in molti altri ambiti della vita.

Persino quando si è innamorati si “trasgredisce” facendo cose che vanno ben oltre il normale consueto comportamento.

La pulsione a trasgredire, fonte di forti emozioni, è dunque strumento innato di conoscenza di Sé e di conoscenza degli altri.

Siamo circondati da esseri e da cose con cui siamo costantemente in relazione e l’individualità comporta inevitabilmente il riconoscere che esiste una relazione con l’altro; ogni azione è correlata ad un'altra che contribuisce a darle un significato; esiste la luce nella misura in cui viene correlata al buio o esiste la forza nella misura in cui viene paragonata alla debolezza.

Si trasgredisce di continuo e lo si fa spesso per abbattere la noia, per mettersi alla prova, per ribellarsi a qualcosa, per stupire, per imitare gli altri, per cercare nuove emozioni, spesso senza sapere bene il perché e talvolta solo perché indotti da una società che in vari modi “vende” trasgressioni di massa.

La trasgressione “sana” per essere tale non deve mai diventare una regola, una prerogativa indispensabile al proprio piacere altrimenti diventa una forma malata di perversione, un vivere continuo in “corsia di sorpasso” che espone a pericoli e a situazioni difficili da gestire.

Nella sessualità il concetto di trasgressione è regolato dalle fantasie e dall’immaginazione e dal desiderio di sperimentare un certo tipo di erotismo, talvolta è la rottura di uno stereotipo e il prezzo da pagare è quello della diversità (vedi gli omosessuali), talvolta irrompe nella dimensione dell’illecito come un osare comportamenti sessuali che si discostano dalla “normativa” della cultura di appartenenza ed entrano in un concetto più ampio di perversioni (parafilie)

Per quanto sia ancora forte l’idea socialmente condivisa che la trasgressione è una forma di comportamento disapprovato, censurabile e punibile moralmente, una “sana tendenza trasgressiva” può risultare utile alla propria crescita personale, può aumentare la soddisfazione percepita e può essere un valido deterrente contro l’apatia, la depressione e altre forme ossessive di controllo.

Giungere alla consapevolezza di questo confine richiede capacità di discernere le proprie scelte, operare per logica e non per automatismo.

Quindi… cerchiamo maggiore consapevolezza nella nostra trasgressività; riduciamo i rischi e aumentiamo il senso di appagamento.


"La più bella trasgressione è riuscire a trasformare ogni giorno normale... in qualcosa di speciale…" (Anonimo,Twitter)


Dott.ssa Nadia Grotto

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